Fazio…Che Tempo che fa la Gelmini:scuola pubblica vs scuola privata

Villeggianti buongiorno!

E buona unità d’Italia!!!

Già, già…non è che visto che era festa ieri oggi non siamo più italiani…

Qualcuno di voi guarda per caso “Che Tempo che fa” di Fazio?

Beh, domenica scorsa Fazio ha ospitato il nostro ministro all’istruzione Maria Stella Gelmini…no, non entrerò nel merito del perchè e del per come…preferisco lasciarvi due righe secondo me significative e sulle quali vale la pena di dedicare, a mio parere, qualche minuto di riflessione…

Il primo è l’inizio di un commento di un professore di ruolo alla trasmissione televisiva di cui sopra:

“Ho seguito da Fazio l’intervista al nostro ministro Gelmini. Ho tenuto duro fino ad un certo punto, poi ho spento il televisore quando l’indignazione si è trasformata in disgusto.”

Il secondo invece è un discorso vecchio di una sessantina d’anni, ma tristemente attuale…sia per l’andamento delle scuole in Italia “private vs pubbliche,“ una sfida quotidiana…che per il fatto che il dirigente scolastico di un istituto superiore torinese è oggetto in questi giorni di un attacco da parte del consigliere regionale PDL Gian Luca Vignale, che minaccia di presentare un’interrogazione al Consiglio Regionale per prendere provvedimenti disciplinari nei confronti del Collegio docenti…l’accusa?

Sarebbero rei di aver fatto proprio, votandolo come documento del Collegio e mettendolo nel sito del liceo, un intervento del Preside, che ha letto il discorso in questione, invitando docenti e studenti a difendere sempre la Costituzione e la scuola pubblica.

I’m wondering…ma 1984 di Orwell voleva essere un manuale di istruzioni?!

buona lettura

Le parole che seguono furono pronunciate dal padre costituente Piero Calamandrei, un grande uomo di cultura (è stato un giurista, giornalista, uomo politico e docente universitario) al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma, l’11 febbraio 1950.

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.

Così la scuola privata d iventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzion e, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico, in dispregio di ciò che prevede la nostra Costituzione.”


Scritto da: John Doe

Condividi


   Continua a leggere altri articoli di questo blog