India…arrivo nella Pune di Osho – Parte II

ARRIVO DELIRANTE A PUNE – Parte II

leggi l’inizio del racconto )

Hello friends,

PREAMBOLO (note alla comprensione):

Oramai ho preso a cuore la questione, e sto facendo un sondaggio fra tutti gli stranieri che incontro, con un campione abbastanza vasto che va dal francese che e’ qui da sei mesi (barba incolta, capelli arruffati e maglietta stracciata, quasi a volersi mimetizzare fra gli indiani), all’americano standard modello “compro tutto io,” piuttosto che al torinese che a Mumbai ci lavora oramai da due anni per la FIAT e gira solo con l’autista, o ancora al ricercatore Lussemburghese (di cosa poi e’ una storia lunga) e agli svizzero-tedeschi che si spostano solo in aereo.

Nessuno ha idea di quale sia il prezzo delle cose in questo paese, tanto dagli oggetti di uso comune da acquistare quotidianamente, quanto dei trasporti, in particolar modo i riscio’ (il tassametro questo sconosciuto!!!). Ragion per cui l’unico approccio possibile e’ alzarti la mattina e decidere quanto vuoi spendere, la parola d’ordine e’ contrattare, che altro che scuole di alta finanza, qui ci sono personaggi con uno stile ed una classe che agli europei ci danno pappina.

C’e’ un’ulteriore opzione possibile, ma richiede molto allenamento ed un’occhio particolare nella scelta dei soggetti, anche perche’ puo’ rivelarsi un’arma a doppio taglio, ma non mi dilungo qui su questo perche’ ci sto scrivendo un trattato intitolato “sulla fidelizzazione dell’indiano, ovvero come arrivare a prendere un riscio’ senza chiedere: How much?

I FATTI – parte seconda:

Dunque, come eravamo rimasti…scendo in mezzo alla strada con i miei due zaini, mi rollo una sigaretta e mi guardo intorno: un benzinaio, strada, macerie, macchine, camion, macerie, guardo l’ora 11:30 p.m. (LUCE GIALLA)…ma ecco che in lontananza vedo al benzinaio arrivare un riscio’ che deve fare rifornimento, l’unico a perdita d’occhio, mi ci fiondo sopra e chiedo: “Do you know National  Hotel? It’s near railway station.” Il simpaticone vedendomi squarcia il nero del suo volto con un bianco sorriso e risponde “Yes, forty rupies!!!“…e chi cazzo se ne frega diamogli ste 40 rupie e chiudiamola qui…peccato che sia il solito cazzo di indiano che dice yes Sir e per il resto parla solo hindi…mette in moto, sull’apetta sale un’altro indiano (che ho lì per lì scoperto essere un passeggero precedente e che verra’ abbandonato dopo pochi metri in quanto meno pagante…) e mi porta davanti ad un Le Méridien (e sti cazzi!). Meno male che gli italiani parlano con i gesti, e senza usarne di volgari, riesco a convincerlo a portarmi all’hotel in cui volevo andare, peccato che tutte le luci siano spente, apro il cancello ed incontro una guardia che impugna un bastone, con la quale il dialogo è breve ma chiarificatore.

It’s full.

“Starei cercando un posto…”

It’s full.

“Ma io…”

It’s full.

“Si ma volevo…”

It’s full.

…avete presente non ci resta che piangere? …esatto, la mia risposta a quella faccia inespressiva e’ stata, “mavaffanculo!!!”

Ok, nessun problema, un’altra occhiata alla fidata guida cartacea (sacra Holy Lonely Planet) e si individua un secondo hotel, “Grand Hotel,” un nome un programma e ancora gesticolando spiego al “guido” che sara’ distante non piu’ di 700 m, ma la vedi la mappa su sta guida, gira due strade e siamo li’, dai che c’e’ la fai…mette in moto, forse ha capito, ma no eccoci davanti ad una cazzo di bettola che mi propone per la notte (e dico bettola indiana…). Fuori dalla porta di ingresso c’e’ un assembramento di suoi colleghi tassinari che lo salutano allegramente e parte una brains storm in piena notte fra tassinari indiani, uno spettacolo, mi giro una sigaretta in attesa del responso. Alla fine un indiano cicciotto mi dice, trattenendo a stento una continua ridarola, che mi avrebbe portato lui…si ma how much (potere rinfrancante della nicotina, e notato che intanto l’amico che mi aveva trasbordato fin lì era andato via con 40 rp in tasca), non me lo vuole dire, insisto…120 rp. e sti ricazzi! (e stavolta non lo ho solo pensato…) Beh non e’ il mio momento migliore per contrattare, cosi’ si arriva a 100 rp e si va…10 m e il riscio’ si ferma, il cicciotto blocca il primo che passa e gli spiega “ehi questo sono 100 rp!“ (che tenerezza l’unione di queste facce che ti guardano senza capire un cazzo e dondolando la testa nel loro modo caratteristico) e via, altro cambio di autista…

100 rp per meno di un chilometro (glielo avevo detto almeno 5 volte al cicciotto mentre lui insisteva ad indagare sui miei gusti e le mie voglie sessuali del momento e ad offrirmi qualcosa di non meglio identificato da tirare con il naso…adesso mi spiego la ridarola).

Si arriva al Grand Hotel, bellino, devo dire bellino, peccato che il vecchio indiano alla reception mi guarda e mi dice “It’s full”…eh no eh!!! Ma non avete neanche un divano marcio sotto una tettoia bucata o qualcosa di simile? Insomma, alla fine ciccia fuori una doppia che il vecchio mi vende ad 800 rp, ma solo per stanotte perche’ domani e’ gia’ prenotata. Peccato che il ragazzo che mi mostra la camera (bella, con bagno in camera, nel senso che non c’era la porta separatrice e fra cesso e letto circa 1,5 metri) si fa scappare che il suo costo e’ 600 rp, tento allora una folle contrattazione all’una passata di notte con il vecchio indiano, chiaramente senza la minima speranza di successo, che gli dicevo ah e’ troppo allora dormo qui sullo zerbino (fra parentesi oltretutto gia’ occupato perche’ e’ il tipico letto dei camerieri)…si va a dormire con il ventilatore acceso per far girare l’aria e domani…e’ un’altro giorno…

John Doe

Scritto da: John Doe

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