Mumbai…templi, persone e personaggi

PETER E IL TEMPIO DOVE BRUCIAVANO I BAMBINI

Hello friends,

Non parlarmi come fossi una canzone, in un cerchio vuoto fatto solo di parole, piovono che sembra si sia spento il sole, piovono che sembrano non far rumore…

…me ne stavo passeggiando tranquillamente per le vie di Mumbai City con le mie cuffiette nelle orecchie…ok siamo piu’ realistici diciamo che camminavo evitando scaracchi variegati per forma colore e densita’, cani malati ed elemosinanti senza uno o piu’ arti a scelta e la musica mi dava il ritmo per farlo con movimenti aggraziati (ah i carrellati…che personaggi, sono dei disarticolati, nel senso di mancanza di arti, che utilizzano tavolette con rotelle a mo’ di skateboard con un’estrema sapienza nei movimenti, se riesco ve ne parlero’ piu’ avanti)…in fondo la vita e’ uno stato d’animo…comunque sia mi si affianca un indiano in pantaloni, camicia e scarpe, sudaticcio ma nella norma, cioe’ non tipo fontana di Trevi. “Which country Sir?” ok, mi levo una cuffietta …

…non provarmi com fossi un’emozione, inchiodata a un foglio da milioni di parole…e mi levo anche l’altra

…evabbe’ fin qui tutto normale, ma il suo inglese non e’ il solito incomprensibile biascicato indoinglese, e’ molto piu’ comprensibile…ah, si possono fare due chiacchiere, e cosi’ mentre questo tizio assume la mia andatura e la mia direzione di navigazione mi narra di come lui si chiama Peter e’ nato in Goa, di come adesso insegni yoga a Colaba (zona turistica di Mumbai) dopo averlo studiato per una ventina d’anni…la discussione scorre piacevole mentre si commenta insieme qualche comportamento degli indiani, la sporcizia che c’e’ in giro and so on, fino a quando si arriva al classico momento.

Ma lo sai che oggi si festeggia nel tempio di non ricordo quale divinita’ la commemorazione dei morti di non mi ricordo quale evento, capita solo ogni quattro anni, vuoi vederlo?

Ok, mi vuoi coglionare e’ chiaro, certo triste sapere che per gli Hindu la cosa importante e’ dare mentre la maggior parte degli indiani che incontri vogliono soldi anche solo dicendo “Hello, give me a coin, I’m a collectorSi e io sono Maradona!“...comunque sia il museo d’arte dove volevo andare apre solo fra due ore, in fondo sono italiano, quindi lo spirito napoletano tendenzialmente lo so riconoscere, e vabbe’ dai, facciamoci coglionare un po’…

Ma dai davvero, allora sono fortunato, va be’ dai andiamo ma e’ vicino?

Yes Sir!

(apro qui la parentesi sulla evidente differenza di concezione fra vicino e lontano nei nostri due continenti…ho camminato circa per 4 chilometri con passo veloce, infilandomi in miriadi di stradine e chiaramente dopo dieci minuti eravamo entrambi sudati marci e la scena era del tipo:”Siamo arrivati?…No, manca poco…e adesso…no, manca poco…e adesso…no, manca poco…e adesso…ecceheccazzo!).

Si arriva all’ingresso di questo tempio, che se non mi ci avesse portato lui sarebbe stato impossibile da trovare tanto e’ nascosto fra stradine e vicoletti…appena varcata la soglia ecco che subito ci viene incontro un indiano amico di Peter…eccolo li il compare!!! Ma siamo sicuri che, tipo subito dopo gli inglesi non ci sia stata una colonizzazione dell’India da parte dei napoletani?!

…comunque mi introducono nel tempio illustrandomi le varie sculture di dei nelle varie rappresentazioni…bla bla bla…ed ecco che finalmente si passa alla parte piu’ interessante, dietro cataste di diversi tipi di legna con costi differenti che fungono da portone naturale ci sono una serie di sei braceri, ognuno con la sua cappa, la grandezza del braciere e’ tale da contenere un corpo umano disteso ed io sono fortunato, perche’ hanno appena finito di bruciarne uno, per cui Peter mi illustra come i pezzettini che sono rimasti siano un pezzo di cranio, un pezzo di osso…

Do you want take a picture?

Take a picture…ma dai, ti pare che mi metto a fare una foto a un pezzo di cranio umano appena bruciato…valli a  capire sti indiani.

Mentre una famiglia di indiani sta lavando il cadavere del loro figlio (non so, penso tipo quindicenne) per poi avvolgerlo nella stoffa e dargli fuoco, noi ci spostiamo nella zona delle fosse, dove vengono posti i cadaveri dei bambini per tre mesi (prima dell’allegro falo’) con un coccio pieno di latte sopra nell’attesa che un gatto randagio lo beva consentendo una reincarnazione in tale animale del bambino nella prossima vita.

E via, la visita continua verso l’albero dove ripetendo tre volte Bhudda preghi per la risoluzione di tutti i tuoi problemi…

E qui la nostra gita finisce ed appare il taccuino indiano, cioe’ quando ti vogliono coglionare in una situazione come quella appena descritta ad un certo punto qualcuno tira fuori un bloc notes dove ci sono un elenco di nomi, nazionalita’ e cifre donate, giusto per dirti “e tu quanto mi dai?”

Un’altra forma di taccuino indiano, molto in voga fra i riscioisti, e’ quello dove ci sono i commenti positivi dei turisti, una specie di lettera di raccomandazione internazionale…vabbe’ ho capito ma questi sparavano proprio alto, tipo 30 dollari!!! E tira e molla e tira e molla alla fine ho chiuso sfinito con 100 rupie e mi sono riavviato verso il museo oramai aperto da tempo…

…un istante, fra la gente, chiedimi ancora di essere una qualunque impossibile…

John Doe
p.s. ragazzi qui siamo vicini  al termine, quindi con rammarico non potro’ scrivere  molto ancora, perche’ molto ancora ci sarebbe da dire…la mia comparsata a Bolliwod (un giorno di duro lavoro pagato 600 rupie)…Ugo, il russo che parla correntemente 8 lingue e che riesce ad entrare nei musei pagando come un indiano perche’ parla hindi…and bla bla bla

p.p.s. per chi non lo sapesse la cornicetta al racconto e’ Musa (stanca di essere) – Negramaro – Mentre tutto scorre, il pezzo che in effetti rimbombava nella mia testa in quel momento

p.p.p.s. SPIGOLATURE – UOMINI E DONNE

A volte e’ bello vedere che oramai i tempi corrono e le cose cambiano. L’altro giorno parlando con un indiano mi ha detto che ormai molte donne lavorano, che ha scelto la moglie per il suo primogenito 22enne chiedendo la sua opinione, mentre il secondogenito 20enne ha detto che l’avrebbe scelta da solo…voleva un’attrice di Bolliwod…

Eh si, ormai le differenze fra questi paffuti e baffuti omini e le loro donne sono sempre meno, entrambi lavorano, entrambi scaracchiano in multicolor ed entrambi hanno i baffi…evviva l’evoluzione

Scritto da: John Doe

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