Natale con i tuoi, Pasqua..

..Anche naturalmente! E chi si perde un pranzo in famiglia ?? La decisione non è solamente dettata dalla voglia di ingozzarsi come un tacchino il giorno del ringraziamento ma anche per passare un giorno lieto con i parenti…
I preparativi, almeno nella mia famiglia, sono diventati ormai dei rituali: sveglia alle 7.00, naturalmente in un giorno di festa a casa mia ci si sveglia ancora prima di un giorno lavorativo.. Colazione per la nonna, si sa che con il diabete la colazione e d’obbligo nonostante ci si stia preparando tutti da giorni per affrontare un pranzo faraonico. La cucina diventa comunque un territorio off-limits, non tutti hanno l’accesso libero: sono provvisti di pass praticamente solo gli addetti ai lavori. Ma zero aiuto cuochi: la matrona di casa ha troppo paura di sbagliare qualche ricetta e di essere criticata poi durante il pranzo, quindi deve avere qualsiasi cosa sotto controllo.
Gli addetti ai lavori si limitano a operazioni manuali di preparazione tavoli, telefonate di rito per gli auguri, presidio a messa, posizionamento a tavola e raramente, solo per i più fortunati si può preparare un piatto di portata. Pochi possono lavorare ai preparativi, ma tutti hanno il diritto di parola in particolare sulle ricette..Quindi in cucina durante il mattino si trovano 4 generazioni a confronto: la nonna, la matrona, figli e nipoti..
Il menù, deciso naturalmente con una settimana di anticipo, comprende un numero indefinito di portate, lo riporto, potrebbe essere lo spunto per il prossimo pranzo di famiglia

ANTIPASTI
Grissini con lardo
Salame
Cubetti di mortadella
Acciughe con olio piccante
Toma Piemontese con olio e peperoncino
Frittatine (di vari gusti: carciofi, cipolle e zucchine)
Carne cruda all’albese
Insalata russa

PRIMI
Risotto ai funghi
Ravioli al plin con ragù alla bolognese

SECONDI
Filettino arrosto
Capretto

CONTORNI
Spinaci
Patatine
Insalata

DOLCI
Panna Cotta
Panna Cotta al cioccolato
Budino alle fragole accompagnato da fragole fresche

(Senza calcolare colombe varie e naturalmente non potevano mancare uova di Pasqua)

Il tutto accompagnato da un vino rosso dalla gradazione di 14,5 gradi

Nonostante dichiarino di essere tutti a dieta, non è avanzato nulla. Ora immaginate voi il resto della giornata: a parte due partecipanti che si sono presi la briga di darsi come volontari per la pulizia finale (non tanto per dare un aiuto concreto, ma per cercare di smaltire almeno un ventesimo delle calorie acquisite) tutti gli altri resteranno agonizzanti sul divano fino a sera.

Tutto l’incipit al solo fine di rilasciare la classica ricetta del capretto arrosto

INGREDIENTI
2 kg di capretto
Aglio
Sale
Rosmarino
Alloro
Vino bianco
Cognac
Aceto

Fate andare in padella il capretto con l’aceto (mezzo bicchiere è sufficiente) per 5 minuti.
Intanto preparate 5 spicchi d’aglio (se non lo volete tritare per continuare ad avere rapporti sociali vi consiglio di prendere degli spicchi grossi e tagliarli a metà per poi toglierli verso fine cottura prima che si sfaldino), rosmarino (prendete dei rametti consistenti e legateli con il filo da cucina almeno non si disperdono gli aghetti che per i più intransigenti risultano fastidiosi) e 2/3 foglie di alloro
Prendete una seconda padella, fate soffriggere 5 cucchiai d’olio con l’aglio e aggiungete poi il capretto (senza l’aceto!), mantenete il fuoco vivo fino a quando la carne non risulta ben colorita, aggiungete anche alloro e rosmarino. Bagnate di tanto in tanto con il vino bianco (tenete circa un bicchiere) e salate quanto basta (i cuochi la considerano un’eresia, ma visto che non appartengo a questa casta consiglio di aggiungere un dado classico)
Il capretto deve cuocere circa 1 ora e mezza, prima di spegnerlo fatelo saltare con un po’ di cognac, questo aiuterà a diminuire il gusto forte di selvatico

Al Prossimo pranzo di famiglia, che mi auguro sia prima di Natale

Scritto da: Wanda Canovaccio

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