Usi e costumi in India

CONTRATTAZIONE PER COLAZIONE

Hello friends,

Se qualcuno pensasse che sono esagerato nella descrizione del metodo di contrattazione indiano, ‘chiappatevi sto spaccato di India quotidiana a conferma i miei pensieri…

Per inciso Hyderabad e’ il posto dove finora ho trovato i riscioisti piu’ bastardi che ci siano, circa il 70% dei quali se non gli dai i soldi giusti alla fine della corsa devi starci a litigare per mezz’ora per farti dare il resto…e prova a far valere le tue ragioni davanti ad un indiano con sguardo vacuo che ti ripete solo “Ok Sir, thank you Sir“…e durante la contrattazione del prezzo della corsa si inventano le peggio cose, ad esempio: tariffa notturna alle sei di sera (per la cronaca la tariffa notturna per legge parte alle 22:00 e finisce alle 5:00 e non appena inizia l’imbrunire!), o ancora “si, ma facciamo 10 rupie in piu’ perche’ adesso c’e’ traffico, se venivi un’oretta fa pagavi di meno” …e vabbe’ allora dimmi che il tuo gatto e’ spelacchiato e che tua nonna c’ha le mutande rosa e facciamo pari?!

Comunque dicevo…uscito dall’hotel (se avete letto “sulla qualità della mia camera” comprenderete come Hotel sia un  chiaro eufemismo…)  mi avvio alla ricerca di un gruppetto di riscioisti (eh si, perché se loro sono tanti ed io uno solo, secondo le teorie economiche di domanda/offerta dovrei essere in vantaggio). Dopo una breve osservazione a distanza di sicurezza e con apparente fare distratto scelgo di intraprendere la contrattazione con quello che parla due parole di inglese, e prima ancora che io gli dica dove voglio andare mi sento rispondere “90 rupie”…si ho capito, ma fammi almeno dire dove voglio andare…”80 rupie”…(ottimo inizio di giornata, a sto giro faccio John Doe “1” – Riscio Man “0″)…gli spiego dove voglio andare, non sa dov’e', ecco che subentra il vicino che vedendo l’indecisione del collega mi si avvicina indicandomi il suo riscio’ e dicendo “70 rupie”…ok, ma tu almeno lo sai dov’e’ il posto in cui voglio andare?…”Yes Sir”…vabbe’ famo 30? tira e molla, dopo che gli faccio notare che e’ una gioranta tranquilla, il sole splende, che non c’e’ molto traffico, che se mi porta si fa buon karma ecc ecc (eh si, rigiro loro la mattina le scuse che mi propinano la sera). Si chiude a 40 rupie si sale sul riscio’ e si fanno gli oramai classici 15 m dopo i quali il tizio affianca un collega chiedendogli se sapeva dov’era il posto in cui volevo andare…a sto punto mappa alla mano (Holy Lonely Planet) ho mostrato dove volevo andare ai due tassinari (io! anche detto “er tutto citta’ ” per la mia nota conoscenza delle strade cittadine!) dopodiche’ chiaramente non ho aggiunto altri commenti, era il momento giusto per girarsi la prima sigaretta della giornata…

John Doe

SPIGOLATURE (l’indiano: questo incomprensibile ed incompreso) – LA CODA:

una delle cose che il popolo indiano ha indubbiamente dovuto imparare negli anni e’ la riduzione degli spazi vitali da utilizzarsi. Giustamente sono una marea concentrati in zone relativamente ristrette per cui “ce se strigne”…

Comprendo il principio, ma dico, porca di quella maiala, se ci sono 10 metri di spazio per fare la coda ad uno sportello di una qualsiasi biglietteria e siamo solo in tre, perche’ per tirare fuori il portafoglio devo incrinare la costola di chi mi sta dietro e strusciarmi con quello davanti? Forza dell’abitudine? Senso di solitudine generalizzato? Mah, forse sono troppo occidentale.

p.s. lo sapevo, me lo aveva detto che non se la sentiva di venire con me, che era un viaggio lungo, lontano…ed alle prime ero tentato di lasciarlo a casa ad aspettarmi, certo si sarebbe sentito un po’ solo ma mi avrebbe fatto le feste quando sarei tornato…com’e', come non e’ il mio cellulare ha deciso di intraprendere una strada diversa dalla mia, probabilmente per motivi religiosi, non so forse si e’ illuminato…ragion per cui anno nuovo, vita nuova ed ahime’ cellulare nuovo, il piccolo samsung era oramai di famiglia…ho tenuto il lutto per 24 ore e mi sembrava giusto che tutti lo sapeste per unirvi al mio dolore

Scritto da: John Doe

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