ARE YOU SURE THIS IS THE END…?
Ok, siamo oramai giunti al termine di questi due simpatici passi per l’India del sud che ho avuto il piacere e l’onore di condividere con voi (che poi l’altro giorno ho fatto due conti, sti due passi sono stati circa 4000 km, ecco perche’ avevo il fiatone).
Sono stato a volte un po’ cattivo e dissacratore nei confronti di questa gente che in fondo si e’ sempre dimostrata cordiale e disponibile (nessun commento sul mio cellulare!), e so che avrei potuto riempire pagine e pagine descrivendo, che so la maestosita’ del forte di Golconda o la statua del Bhudda alta 18 m eretta in mezzo ad un lago, o ancora il villaggio sacro di Hampi con le sue rovine di tempi andati, piuttosto che le grotte sacre di Ellora ed Ajanta con tutte le loro pitture e statue o la palla di burro di Krhisna…ma sarebbe stato noioso, e poi mi sarebbe sembrato un pò come descrivere i puntini della settimana enigmistica nel gioco “cosa apparira’?”…ho preferito parlare di alcune delle infinite linee che li possono collegare…la realta’ dei fatti e’ che questo paese complesso ed articolato, e’ pieno di sfaccettature ognuna delle quali e’ un mondo a se stante. La sensazione condivisa da molti e che qui il tempo scorra in maniera diversa, non chiedetemi perche’.
Sicuramente è possibile visitare questo paese in tanti modi…per intenderci puoi girare “blindato” solo in aereo, auto con autista, sempre in prima classe, sempre in camere con aria condizionata e camerieri pronti a soddisfare ogni nostro desiderio (certo sa un po’ di cartolina…), oppure puoi passare da un paese all’altro, da una citta’ all’altra nella maniera piu’ economica possibile con tutti i disagi che questo comporta (certo e’ un po’ come voler decidere di fare il contadino dopo 40 anni di lavoro d’ufficio…) o ancora cercare di trovare una via di mezzo e fare l’indiano lasciando spazio a zone di “occidentalita’ ” in cui ricaricare lo spirito (vuoi che dopo 30 giorni qui vedo un caffe’ degno di questo nome e non lo apparecchio con una sigaretta?).
Penso comunque sia India, anche se ognuno ha la sua, perche’ qui e’ tutto cosi’ invasivo che tanto i fatti tuoi non riesci comunque a farteli…da questa caratteristica nasce anche il mio scrivere per riequilibrarmi prima di uscire di nuovo a contrattare con il riscioista di turno (beh, in realta’ ricarico anche il lettore mp3 con la porta usb del computer
)
Tutte queste ways of life si incrociano nei punti di interesse culturale, perche’ il ricco, il povero e l’indiano stesso vanno negli stessi luoghi di culto, visitano gli stessi musei e vanno in vacanza negli stessi paesi.
E ancora questi modi di fare il turista sono anche le stesse possibili declinazioni di fare l’indiano…
Attualmente sembra stia sempre piu’ crescendo una fascia sociale media, con tutti i cambiamenti e le problematiche che questo comporta, ma lasciamo perdere questa e’ forse un’altra storia.
Stasera si riparte alla volta dell’Italia…partire e’ un po’ morire, ma la morale insegnatami da questo paese rimane sempre che ogni giorno perdi qualcosa ed ogni giorno trovi qualcosa di nuovo…
A “fiocchetto” delle mie parole citerei le seguenti righe, per me significanti, chiare ed appropriate:
“…Chi AMA l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. E’ sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato…”
Tiziano Terzani.
Beh direi che piu’ o meno e’ tutto, saluti e baci, see you next continent.
John Doe
p.s. quacuno e’ interessato ad una lambretta anni 60? qui c’e’ un inglese che le compra in giro per l’India, le rimette a nuovo e le vende.
p.p.s. SPIGOLATURE – IL COLTELLO
Eh si, temo che gli indiani siano un popolo di potenziali maniaci assassini, altrimenti proprio non riesco a spiegarmi il perche’ non ci sia un ristorante dove ti mettano in tavola il coltello. Si, usualmente si mangia con le mani, e fin qui tutto normale (nota, se mangi con le mani te le lavi prima e dopo, e tu che mangi con le posate?), ma alcuni o in alcuni posti si mangia con le posate, ma perche’ diamine solo con cucchiaio e forchetta? L’altro giorno ero con un’amica a colazione e lei voleva tagliarsi un limone da mettersi nell’acqua…ha chiesto il coltello, ma niente non c’era, alla fine a forza di insistere e’ uscito dalla cucina il cameriere con una specie di machete (non ho letto la marca ma doveva essere del tipo 100% tetanus guaranteed), evidentemente l’unica lama disponibile…dopo questa si e’ cambiato ristorante…
p.p.p.s. Qui si concluderebbe il ciclo originale di missive inviate durante il mio ultimo viaggio in India…ma vista la richiesta del cugino Vincenzo, ed in fondo la mia forte passione per l’India e per ciò che mi ha lasciato (…non ve ne eravate accorti eh!
), sono andato a scartabellare nei miei diari di viaggio per portare alla luce qualche annedoto aggiuntivo a quelli già pubblicati…attendetevi quindi nuovi articoli sull’argomento…
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A proposito del lavarsi le mani prima e dopo mangiato…ma e’ vero che gli indiano non usano la carta igienica?
Grande John!!!
Complimenti per gli articoli
grazie Phil
Beh, teniamo conto che ci sono diverse fasce sociali ed ormai l’India non è più come in passato…ma certamente è ancora uso comune…e considera che si mangia anche con le mani, ragion per cui una mano è dedicata alla pulizia mentre l’altra al nutrirsi…occhio a non sbagliare!!!