Villeggianti della rete buongiorno!!!
Come promesso la conclusione del post che mi aveva lasciato a metà fra un’intraprendente mendicante ed un rampante gestore di un internet point situato nel bel mezzo di un budello di stradine marocchine nella medina di Essaouira …
“Ma torniamo a noi, i Dirham ancora mi confondono in versione coin, distratto dalla scenetta scambio erroneamente due pezzi da cinque per due da dieci e mi giro nuovamente verso il sostituto gestore per restituirgli l’eccesso. Lui mi guarda e appena accenno a spiegare il mio conteggio spalanca istintivamente la bocca mostrando un sorriso fuoriluogo per la quantità di perle che rimangono in bella vista incorniciate dalle labbra…riguardando la mia mano aperta con le monete in bella mostra mi accorgo che:
1. avevo visto male i tagli del denaro
2. se anche avessi visto correttamente, mi stava fregando 7 Dh!!! (arabian style…)
…leggero colpo di tosse, recupero lo scivolone con piglio deciso e ripiombo nella musica pop intento a spiegarmi…ma la vecchia nel frattempo si è accorta che mi sono accorto di lei, ed in fondo sono pur sempre l’unico turista fra i sei figuranti nella stanza…la magia araba delle mille e una notte…ecco che Quasimodo si trova all’improvviso a pochi cm da me con una mano tesa alla quale porgo un gentile no, lei legge un canovaccio oramai studiato a fondo e conferma che la mano è effettivamente in grado di una presa forte che esercita sul mio braccio…
La situazione degenera e la vecchia comincia a mandarmi dei baci schioccando sonoramente le labbra abnormemente sorridenti.
No panic, si sta al gioco e seguendo il ritmo approfitto di un sincopato per smarcarmi dalla vecchia, giro su me stesso mettendo fra noi un tavolino da computer e mi apro così un corridoio di fuga verso la porta di uscita dove, fra le risate divertite delle ragazze ed il beneplacido del gestore mi commiato dalla mia amata principessa dell’internet point…
Più avanti nel pomeriggio, gironzolando avanti ed indietro per i vicoli e le vie della medina ho incrociato quelle due ragazze in tempi diversi, con la prima ho incrociato anche lo sguardo in un cenno di riconoscimento non tramutato poi in saluto. Sembravano muoversi agilmente come si può fare fra le camere di casa propria, o meglio con la spensieratezza con cui un bambino si muove nel suo terreno di gioco abituale. Entrambe le ragazze facevano inequivocabilmente parte con orgoglio del contesto di grida incomprensibili, odori e colori speziati.
Io da piccolo vivevo in un palazzo, un condominio facente parte di un isolato con un unico cortile interno comunicante, è stato il mio campo da gioco…ecco è come se dal mio cortile…passasse tutto il mondo…”
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